Collezione

Il disegno della Collezione

“La Collezione è composta da due sezioni ordinate con criteri cronologici comprendenti, rispettivamente, la prima le opere datate tra l’inizio del XX secolo e gli anni Sessanta di esso e la seconda le opere dagli anni Sessanta agli anni 2000, cioè fino ai nostri giorni – che saranno esposte avvicendandosi e osservando una temporalità annuale.

Un criterio di appartenenza a movimenti artistici, tendenze, raggruppamenti a cui gli artisti stessi nel corso del tempo hanno aderito o perfino dato vita, ha guidato la sequenza allestitiva.

Il variegato repertorio di opere in mostra appartenenti alla prima sezione della Collezione sottolinea la vivacità di interessi di Roberto Casamonti che non ha esitato ad acquisire e incrementare la Collezione di ulteriori pronunciamenti artistici incontrati nel corso di questi anni.”

Bruno Corà

 

“Questo progetto rispecchia la mia ferma convinzione che l’arte dovrebbe essere amata in quanto tale e non in base al suo valore sociale o economico. Mi sono innamorato dell’opera di Fontana e Boetti molto prima che il mondo dell’arte iniziasse a prenderli in considerazione. Sono felice di poter esporre le opere di artisti affermati a livello internazionale accanto ad opere di artisti oggi lontani dalle luci della ribalta mediatica e dai meccanismi del mercato dell’arte. Potrete dunque vedere Fontana, Burri e Boetti esposti accanto al ritratto che Ottone Rosai fece di mio padre o ai lavori di Viani, Boldini e Fattori.

Tante fondazioni nascono per celebrare i loro proprietari. Chi si aspetta di trovare una fondazione ‘pubblicità’ per la mia lunga carriera di gallerista rimarrà deluso. Chi invece é alla ricerca di sorprese, e un percorso artistico del tutto personale, non lo sarà.

Non credo che servano nuovi spazi d’arte per celebrare il Futurismo, o l’arte povera o lo spazialismo Italiano, ma c’e un gran bisogno di raccontare storie di amore per l’arte fatte di incontri e occasioni. Prendete Boccioni, per esempio. Non serve la fondazione Roberto Casamonti per divulgare la grandezza del futurismo di Boccioni, ma mi da un immensa gioia esporre in un percorso così personale la commozione che ha procurato in me il Boccioni pre-futurista del 1908.”

Roberto Casamonti