Palazzo Bartolini Salimbeni

Palazzo Bartolini Salimbeni

A ormai cinquecento anni dalla sua costruzione, il rinascimentale Palazzo Bartolini Salimbeni, collocato nel cuore della città in uno straordinario contesto urbanistico, può essere sicuramente considerato uno dei più celebrati edifici privati di Firenze.
Fu costruito intorno al 1520 da Baccio d’Agnolo, già artefice di vari e importanti interventi in città, sia come intagliatore e scultore che come architetto, ricevette la commissione da Giovanni Bartolini Salimbeni (1472-1544), priore e provveditore della zecca. Egli provvedette a realizzare un magnifico palazzo caratterizzato da un’originale facciata che introduceva in città innovativi spunti architettonici impiegati in quegli anni a Roma in particolare da Raffaello, ovvero: un portale architravato, delle finestre timpanate, nicchie destinate ad accogliere statue, cornici marcapiano decorate dall’impresa di famiglia, e il robusto cornicione aggettante.
A segnalare al passante la proprietà dell’edificio, oltre al leone posto ai lati della facciata, arme dei Bartolini Salimbeni, campeggiava l’impresa gentilizia con i celebri tre ovari di papavero attorniati da un nastro e racchiusi da un anello, accompagnata nei bracci orizzontali della finestra crociata – reminiscenza quest’ultima del Quattrocento romano – dal motto inciso “per non dormire”. L’iscrizione si ripete in altri luoghi del palazzo, come nei graffiti di Andrea di Cosimo Feltrini (1477-1548) che adornano l’elegante corte interna, caratterizzata da un arioso loggiato.
Gli ampi spazi all’interno, come l’imponente salone al primo piano, presentano pregevoli arredi come il monumentale camino o il soffitto ligneo a cassettoni di Giuliano di Baccio d’Agnolo
Ma l’opera d’arte più bella è forse quella che si ammira dai tre affacci sulla splendida piazza dove sorge il palazzo. A marcare il centro dello slargo, si erge la Colonna della Giustizia, regalo di Pio IV al duca Cosimo I, reperto monumentale proveniente dalle Terme romane di Caracalla, giunto a Firenze nel 1563 attraverso mille peripezie, coronato alcuni anni dopo dalla statua della Giustizia in porfido dei Del Tadda.
Rimasto adibito ad abitazione della famiglia che lo fece costruire fino agli inizi dell’Ottocento, l’edificio divenne poi nel 1839 un celebre albergo l’Hotel du Nord, dove soggiornarono alcune personalità illustri in visita a Firenze, tra le quali lo scrittore Herman Melville.
Restaurato nella seconda metà del Novecento il Palazzo accoglie oggi, al primo piano, lo spazio museale, dedicato all’arte moderna e contemporanea, della Collezione Roberto Casamonti.